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L’alta definizione: come, perchè, quando?

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La HDTV (acronimo di High Definition TeleVision), o televisione ad alta definizione, è la televisione con video di qualità significatamente superiore a quello degli standard televisivi analogici maggiormente diffusi nel mondo. È in altre parole un termine che sta ad indicare genericamente un livello qualitativo dell’immagine televisiva.

A differenza della SDTV, in cui l’aspect ratio è sia nel tradizionale formato 4:3 che in quello widescreen 16:9, l’alta definizione ha come aspect-ratio standard il 16:9.

Altra differenza sostanziale è nella classificazione dei vari schermi in circolazione: la tecnologia HDTV infatti comprende tre formati video, che differiscono sia per la risoluzione effettiva che per le modalità di scansione dell’immagine. Di questa classificazione è bene tenerne conto quando si acquista un nuovo televisore HD.

  • Il formato HR.HDTV (Half Resolution High Definition TV) è di 960×540 ovvero un quarto della definizione FULL HD (vedi sotto) usato da alcune emittenti televisive per trasmissioni TV dato il buon compromesso risoluzione/banda richiesta. Inoltre essendo comunque un formato 16:9 l’upscaling su televisori FULL HD o HD READY avviene senza distorsioni.
  • Il formato 720p, comunemente chiamato HD READY (i televisori che lo supportano riportano il logo HD ready, cioè “pronto per l’alta definizione”), presenta una risoluzione complessiva di 921.600 pixel (1280×720) con scansione progressiva, ovvero per ciascun ciclo di trasmissione di un fotogramma (50 o 60 Hz a seconda dei Paesi) viene trasmesso l’intero quadro dell’immagine. Ogni aggiornamento coinvolge tutte le 720 linee e i 921.600 pixel dello schermo.
  • Il formato 1080i, comunemente chiamato FULL HD, presenta una risoluzione complessiva di 2.073.600 pixel (1920×1080) con scansione interlacciata, ovvero per ciascun ciclo viene trasmesso un semiquadro formato alternativamente dalle sole linee pari o dispari dell’immagine. Quindi ogni aggiornamento coinvolge 540 righe e 1.036.800 pixel.
  • Il formato 1080p, anch’esso chiamato FULL HD, è il più recente dei tre ed equivale alla versione con scansione progressiva del 1080i, per cui ogni aggiornamento coinvolge tutte le 1080 linee e i 2.073.600 di pixel dello schermo.Ora più che mai,l’alta definizione è entrata a far parte della nostra vita, soprattutto adesso che è iniziata la vera sfida tra le due console HD tanto attese: la XBox360 e la PS3. Ovviamente il loro pezzo forte sono i giochi in alta definizione, anche se possono essere usati come lettori di formati video HD.

Il passaggio al DVD è stato relativamente semplice, infatti si tratta di un sistema non molto complesso, che richiede solo un disco e un lettore appropriato, e che porta a un guadagno evidente in termini di qualità, praticità e semplicità. L’alta definizione, al contrario, è basata su un sistema più complesso, un puzzle in cui l’assenza di un solo tassello non porta ad alcun risultato.

Affinché l’alta definizione possa dare dei risultati soddisfacenti, è necessario disporre almeno di tre cose: innanzitutto una fonte, che può essere un videogioco, un film o la tradizionale televisione analogica. Come seconda cosa serve un lettore, oppure, nel caso dei videogiochi, una console adatta, e infine, come terzo ingrediente, un adeguato sistema di diffusione (ossia una televisione oppure un videoproiettore). La giusta combinazione di queste tre componenti permette di sfruttare a pieno l’alta definizione. È importante quindi scegliere attentamente queste componenti in funzione della fonte da utilizzare, dei risultati che si desidera raggiungere, e dell’ambiente in cui deve essere collocato il sistema HD.

Il sistema di diffusione è quello che determina maggiormente la qualità finale, un po’ come gli altoparlanti in un sistema hi-fi, quindi bisogna valutare attentamente quale scegliere, anche perché è il componente più costoso tra i tre citati nelle pagine precedenti. L’alta definizione è, per lo più, un problema di dimensione dell’immagine, e questo per un motivo molto semplice. Aumentare la risoluzione, cioè il numero di punti visualizzati, ha senso soltanto se aumenta di conseguenza anche la diagonale; mettere milioni di pixels su uno schermo minuscolo non serve a nulla perché i nostri occhi non riescono a distinguerli. Inoltre la sensazione di alta definizione è legata molto al livello di immersione, che a sua volta dipende dalla dimensione dell’immagine mostrata a schermo e della distanza da esso.

Sono presentate di seguito alcune semplici regole da seguire nella scelta del sistema di diffusione. Per un televisore a schermo piatto, la dimensione minima al di sotto della quale non si alcuna sensazione HD è 32 pollici (o 82 centimetri). Su uno schermo di queste dimensioni, purchè non ci si distanzi più di 3 metri da esso, si otterrà un buon effetto HD che però non sarà eccezionale. Per una distanza di 3 metri sarebbe meglio scegliere un 40 o un 42 pollici (102 o 107 centimetri), inoltre la sensazione HD verrà mantenuta fino a una distanza di circa 4 metri. A distanze maggiori, si può scegliere un televisore dalla diagonale maggiore, a patto che il portafogli lo permetta….

L’alternativa al grande televisore LCD o plasma è il videoproiettore, un sistema spesso sconosciuto ai più, ma che riesce a offrire un’immagine dalla diagonale di 3 metri a un prezzo davvero allettante. Gli unici due nei di questo sistema sono la necessità di montarlo in una stanza poco illuminata e la maggior difficoltà di installazione rispetto a un televisore.

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